Sport: lasciare al top o sfidare il tempo? La psicologa Francesca Cenci

Dottoressa cosa pensa del fatto che tanti campioni faticano a smettere e continuano l’attività agonistica anche se non sono più giovani?

Penso che se per tutta la vita ti sei dedicato a uno sport con anima e corpo, ti sei allenato, hai fatto sacrifici, poi hai vinto, hai avuto successo, sei diventato un campione, è evidente che riesci a identificarti solo con quell’immagine mentale di te. Non riesci ad essere nient’altro che quello, perché ti specchi soltanto in quello, motivo per cui non riesci a scindere te stesso da quel sistema di vita che ti ha caratterizzato per anni.

Ma secondo lei quale meccanismo si innesca in chi non vuole smettere?

Sono diversi fattori. Principalmente come dicevo prima non riuscire a rinunciare a quello che uno rappresenta nel proprio sport. Al di là del business, del guadagno e degli sponsor, che a mio parere non sono il principale fattore, dato che si parla di personaggi che hanno guadagnato talmente tanto in carriera che potrebbero anche non fare più nulla per il resto dei loro giorni, principalmente si tratta di una ricerca continua di sensazioni estreme che solo certe competizioni e il successo sfrenato possono dare. L’adrenalina è una sostanza che il nostro corpo produce naturalmente, ma che può inebriare quanto una droga. Se viene meno, manca. E alcuni faticano a rinunciarvi.

 

Ma pensa che alcuni esempi dovrebbero far riflettere?

Energico come un ragazzino Gigi Buffon che vuole a 43 anni a ogni costo vuole giocare un’altra stagione, per provare ancora una volta a vincere finalmente la Champions League e magari partecipare alla sua sesta Coppa del Mondo. O Valentino Rossi che a 42 punta al suo decimo mondiale motociclistico. Loro sono un esempio di talenti esagerati, sotto tutti i punti di vista, che oltre ad essere ancora competitivi, non accettano di ritirarsi.

Lei crede che dovrebbero?

Io penso che sia meglio finire da numero 1, ma non mi sento assolutamente di giudicare dei campioni che sono usciti da ogni statistica. Si parla di fenomeni e lì ogni regola diventa un’eccezione.

 

Chi è Francesca Cenci

Psicologa, PSICOTERAPEUTA E PSICOLOGO DELLO SPORT, docente per la scuola dello sport coni e preparatore mentale della federazione italiana tennis, consulente per la federazione ciclistica italiana.

Oltre ad avere pubblicato 4 libri editi da Tecniche Nuove e un E-book gratuito sul covid, durante i suoi 6 anni di lavoro clinico in Ospedale vanta alcune pubblicazioni scientifiche di valore ed è specializzata in tecniche di comunicazione assertive e strategie vincenti per lavorare in gruppo. Per la Federazione Tennis è stata per 5 anni la responsabile dell’area mentale del Centro Tecnico Periferico di Palazzolo sull’Oglio e docente per l’Istituto di Formazione Lombardi. Attualmente ha anche una rubrica di psicologia sulla rivista storica IL TENNIS ITALIANO. È regolarmente ospite in tv in qualità di esperto.