Veneto nel femminile ed Emilia-Romagna nel maschile hanno conquistato il Trofeo delle Regioni di beach volley Under 17, concluso il 9 settembre a Margherita di Savoia. Sulla sabbia dell’Albatros Beach Club, Mia Carminati e Adele Pasquetto hanno vinto il titolo femminile; Filippo Bezzi e Alessandro Camilli si sono imposti nel torneo maschile.
La giornata finale ha premiato due percorsi diversi: rimonta al terzo set per la coppia veneta, successo in due parziali per quella emiliano-romagnola. La manifestazione porta l’attenzione sulla base giovanile della pallavolo italiana, attraverso una disciplina nella quale ogni atleta deve partecipare alla costruzione dell’azione e condividere con il compagno la gestione del campo.

I risultati che assegnano i titoli 2026
Il resoconto ufficiale della FIPAV certifica il 2-1 di Carminati-Pasquetto su Siria Sposimo e Lucrezia Fortunato, rappresentanti dell’Emilia-Romagna: 20-22, 21-19, 15-7. Nel maschile Bezzi-Camilli hanno superato Stefano Giola e Ousman Sanneh della Lombardia per 2-0, con i parziali di 21-16 e 21-15.
Il bronzo femminile è andato al Piemonte di Camilla Cerrato ed Eleonora Sirchia, vincente sul Trentino di Safira Caputo e Anna Belloli per 2-0, 21-11 e 21-15. Nel maschile, terzo posto all’Alto Adige di Moritz Stuppner e Lee Alexander Kofler: 2-0 sull’Abruzzo di Giacomo Caporrella e Lorenzo Carbonetti, 21-19 e 21-15.
Il quadro dei podi restituisce quindi la presenza di cinque rappresentative diverse nelle prime tre posizioni dei due tornei. L’Emilia-Romagna compare in entrambi, con un oro e un argento. È una lettura dei piazzamenti, senza estenderla a classifiche complessive non riportate nel comunicato.
La finale femminile cambia direzione
La successione dei parziali consente di individuare il passaggio decisivo della finale femminile. Dopo aver ceduto il primo set ai vantaggi, la coppia veneta ha pareggiato il conto con due punti di margine e ha chiuso il terzo con uno scarto più ampio. Il punteggio mostra una partita rimasta aperta nei primi due set.
Non basta però a ricostruire ogni azione. Senza un’analisi integrale del video o statistiche dettagliate, non si possono attribuire la rimonta a un particolare colpo, a una serie di servizi o a una scelta tattica specifica. Il dato verificato è il recupero da uno svantaggio di un set fino alla conquista del titolo.
Perché il terzo set richiede attenzione
Le regole FIVB 2025-2028 prevedono che l’incontro sia vinto dalla squadra capace di aggiudicarsi due set. I primi due arrivano a 21 punti, il terzo a 15, sempre con almeno due punti di vantaggio. Questo spiega sia il 22-20 iniziale sia la diversa soglia dell’ultimo parziale.
Un set più breve offre meno azioni per recuperare uno scarto. Ogni sequenza pesa quindi dentro una distanza ridotta dal traguardo, pur senza rendere definitivo un vantaggio iniziale. Per chi segue il beach volley, conoscere questa struttura aiuta a leggere il ritmo del punteggio.
Una finale maschile chiusa senza tie-break
Nel confronto per l’oro maschile, i due parziali indicano che l’Emilia-Romagna ha evitato il terzo set. Cinque punti di margine nel primo e sei nel secondo descrivono l’esito, ma non significano necessariamente che ogni fase della partita abbia avuto lo stesso andamento.
Questa distinzione è utile quando si racconta lo sport giovanile. Il risultato finale va riconosciuto pienamente, senza trasformarlo in una descrizione di superiorità assoluta o in una previsione sulle carriere. Una finale è il momento conclusivo di quel torneo, con avversari e condizioni specifici.
Anche per la coppia lombarda, l’argento documenta un percorso fino alla gara per il titolo. Valutare la manifestazione soltanto dall’ultima sconfitta lascerebbe fuori tutte le partite che hanno reso possibile quella presenza.
Ventuno rappresentative per ciascun torneo
La presentazione federale del 5 settembre annunciava 21 rappresentative regionali maschili e altrettante femminili. Il programma comprendeva una fase iniziale di qualificazione e un successivo tabellone a doppia eliminazione. L’organizzazione era della FIPAV, con il supporto del Comitato territoriale Bari Foggia.
La pagina del Comitato regionale pugliese collocava la cerimonia di apertura del 6 settembre in Piazza Libertà e le gare dal 7 al 9. L’elenco iniziale associava inoltre le coppie alle rispettive guide tecniche: Carminati-Pasquetto erano indicate con Marco Mengo.
Il confronto fra rappresentative consente di incontrare avversari che non appartengono soltanto al proprio circuito abituale. Sul piano formativo, significa dover riconoscere abitudini differenti e adattare le proprie scelte. È uno dei motivi per cui una manifestazione nazionale può offrire indicazioni anche oltre le medaglie.
La strada verso le semifinali
Il resoconto federale dell’8 settembre aveva definito le quattro rappresentative rimaste in corsa per ciascun titolo. Nel femminile erano Veneto, Trentino, Emilia-Romagna e Piemonte; nel maschile Emilia-Romagna, Alto Adige, Lombardia e Abruzzo. Le semifinali aprivano il programma conclusivo del 9 settembre.
In un tabellone articolato, il percorso non si legge soltanto contando le vittorie consecutive. La doppia eliminazione introduce una possibilità di proseguire dopo una prima sconfitta, secondo la struttura della competizione. Per ricostruire il cammino di una coppia serve quindi seguire gli abbinamenti, non dedurlo dal solo piazzamento.
Questa attenzione evita anche di confondere una posizione nell’elenco di iscrizione con il risultato finale. Presentazione, tabellone e podio descrivono momenti diversi della stessa manifestazione.
Due giocatori, molte responsabilità
La spiegazione delle regole di base della FIVB descrive il beach volley come un confronto fra coppie su un campo di sabbia di 16 per 8 metri. La squadra dispone di un massimo di tre tocchi per rimandare la palla oltre la rete. Il formato rende immediatamente visibile la relazione fra i due atleti.
Chi riceve deve prepararsi anche alla possibile conclusione dell’azione; chi alza deve considerare dove potrà muoversi il compagno. La qualità di un tocco si misura dunque nella possibilità che offre al successivo. Un pallone meno spettacolare ma controllabile può mantenere aperta una soluzione d’attacco.
Comunicare prima che lo spazio si chiuda
La comunicazione serve a rendere compatibili due decisioni prese in tempi brevi. Chiamare un pallone, indicare una zona o concordare una copertura riduce le esitazioni. Non è soltanto una questione di parlare molto: l’informazione deve arrivare nel momento in cui può ancora orientare il movimento.
Per osservare un incontro giovanile, seguire questi passaggi permette di riconoscere progressi che il tabellino non registra. La capacità di riorganizzarsi dopo un recupero difficile o di sostenere il compagno dopo un errore contribuisce alla continuità della coppia.
Un risultato nazionale da cui continuare a crescere
Un dettaglio regolamentare distingue inoltre la costruzione sul beach da quella indoor: il tocco di muro entra nel conteggio dei tre tocchi di squadra. Dopo quel contatto rimangono quindi due possibilità per completare il ritorno del pallone. La regola modifica la gestione del recupero vicino alla rete e richiede una lettura immediata della situazione.
Il pubblico può seguire proprio questa transizione per comprendere quanto lavoro preceda un punto. Quando il pallone viene rallentato dal muro, il secondo atleta deve valutare traiettoria e distanza, mentre il compagno si prepara alla prosecuzione. La soluzione efficace dipende dall’accordo fra movimenti, non soltanto dalla potenza del gesto conclusivo.
Rivedere una sequenza più volte può aiutare a separare questi contributi: primo contatto, spostamento e scelta finale raccontano parti diverse dell’azione. È un modo concreto per apprezzare il gioco delle coppie anche quando non si conoscono ancora tutti i protagonisti.
Il Trofeo delle Regioni si chiude con due coppie campioni e con piazzamenti che danno visibilità al lavoro dei territori. Per gli atleti, l’esperienza comprende anche il confronto con una giornata di finali, l’attesa tra le partite e la necessità di ritrovare concentrazione a ogni ingresso in campo.
Carminati-Pasquetto e Bezzi-Camilli sono i nomi che firmano i titoli 2026. Il loro successo appartiene a questa edizione e costituisce un risultato concreto da valorizzare. I passaggi successivi saranno costruiti attraverso allenamenti e nuove competizioni, senza trasformare una medaglia giovanile in un destino già scritto.